Bitcoin: il grande “Vaffa” ai maghi di Oz

Immagine traduzione italiana di https://xkcd.com/2280/: ogni credito va a xkcd
Articolo in Inglese qui: https://en.vincenzo.me/bitcoin-the-great-fk-you-to-the-wizards-of-oz/

Il signor 2010: “Come sono le cose lì tra 10 anni nel 2020? Noi abbiamo ‘sta cosa chiamata Bitcoin: prenderà piede e diventerà normale?”

Il signor 2020: “C’è ancora. Ho appena comprato una bottiglia di igienizzante per le mani a 1 Bitcoin”

Il signor 2010: “Fico. Sembra alquanto normale”

Il signor 2020: “Beh, devo dirti una cosa…”

Il Bitcoin

La vignetta di xkcd è pregna di significati, specialmente poi in tempi particolari di Coronavirus come questi.

Quando ho co-fondato Conio a metà Gennaio 2015, un Bitcoin valeva 200 euro. Oggi, 5 anni dopo, vale oltre 8.000 euro. Un incremento di 40 volte.

Devo però dire che a me, sinceramente, del prezzo del Bitcoin interessa relativamente poco. Quello che a me interessa è il progresso tecnologico, come può facilitare la vita e il benessere dell’Uomo: in questo purtroppo il Bitcoin non ha mantenuto tutte le promesse di 11 anni fa come moneta di scambio, anche per dei limiti tecnologici che non sono stati ancora risolti.

Che cos’è il Bitcoin? Se dovessi descriverlo a mia madre in termini comprensibili (anche se non propriamente corretti), il Bitcoin è:

  • un bene digitale di cui solo io posseggo la proprietà
  • un bene digitale che posso portare con me ovunque nel mondo (in uno smartphone, o una chiavina USB ad esempio)
  • un bene digitale che posso trasferire a chi voglio, cedendone in questo caso la proprietà

In molti versi il Bitcoin è un file che diventa simile al denaro contante, solo più maneggevole e libero nel suo utilizzo.

Nel corso di questi anni il Bitcoin ha avuto poi una profonda trasformazione nel suo utilizzo: da moneta di scambio, è sempre più usato e considerato come nuovo bene di investimento. Un qualcosa di limitato in quantità (solo 21 Milioni di Bitcoin saranno mai creati) e in cui è saggio investire in piccole parti per diversificare il proprio portfolio.

In questa accezione il Bitcoin è un file che diventa simile all’oro, e con un tasso di estrazione (mining) predicibile matematicamente nel tempo dal 3 Gennaio 2009 (momento di nascita del Bitcoin) fino al 2140, anno in cui si esaurirà (ossia tutti i 21 Milioni di Bitcoin saranno stati prodotti).

Ma, casi d’uso e sviluppi a parte, è una la cosa in assoluto più importante che il Bitcoin ha mostrato in questi anni. Come nel Mago di Oz (dove un truffatore fingeva potenza e celava la sua vera identità dietro le tende del palcoscenico, usando giochi di illusioni ed effetti speciali), il Bitcoin ha fatto prendere coscienza alla gente che dietro le quinte di parole accattivanti e altisonanti della finanza, quali “Bazooka” e “Quantitative Easing“, c’è spesso solamente gente che distorce la percezione della realtà.

Il Denaro

Che cos’è il denaro? E cosa gli dà valore? È questa la domanda più dirompente che ha fatto sorgere il Bitcoin. Viviamo oggi in un’era di svalutazioni a continua ripetizione come nel caso dell’Euro, se non addirittura svalutazioni illimitate come nel caso del Dollaro. O ora anche i Paesi emergenti cominciano ad adottare questa “strategia”, come scrive un po’ sarcasticamente The Economist: “Politiche monetarie non convenzionali non sono solo appannaggio dei Paesi ricchi“.

Ma, nonostante tutto, i soldi non arrivano alla gente, all’economia reale e non immaginaria. Restando nella metafora dei massimi sistemi, questa incredibile massa monetaria rimane confinata nell’ Iperuranio platonico delle solite banche.

Io ho avuto la fortuna di vivere gli anni ’80 e ’90: è affascinante per me pensare come all’epoca non si usassero termini “cool” inglesi che spesso – e abbiamo il coraggio di dirlo – servono solo a mascherare inganni. In quegli anni si parlava invece di “svalutazione“, una parola italiana dal senso chiaro a tutti, associata di continuo alla Lira e descritta con spregio. Ma comunque portava seco ricadute positive per i cittadini.

Oggi invece si preferisce usare frasi più ad effetto in inglese (“Whatever it takes”) e si celebra la svalutazione. Incredibile: bastava solo darle un altro nome per cambiarne la percezione a 180 gradi. Che contrasto con i decenni precedenti. Eppure oggi, a differenza degli anni ’80 e ’90, anziché riversare sulle persone questa manna monetaria caduta dal cielo, le banche e gli istituti finanziari la hanno invece accumulata per risanare i propri conti. 

Invece di fare il proprio lavoro, e quindi prestare denaro, invece di aiutare i lavoratori, la vera economia: i soldi sono rimasti sù. Così come erano stati fittiziamente generati, i soldi sono rimasti confinati in una finzione bancaria.

E, come se non fosse neanche abbastanza, ormai gli interessi in banca hanno raggiunto tassi negativi o li stanno per raggiungere: ossia, i clienti pagano per il “privilegio” di lasciare i soldi in banca. Col rischio poi che, se la banca fallisse, i risparmi spariscano con essa.

Facciamo un confronto

Il Bitcoin ha oggi 11 Maggio 2020 appena conseguito il terzo dimezzamento (“halving”) della sua storia. Arrivato puntuale come un orologio svizzero, e filato liscio senza problemi.

È una cosa positiva in termini di valore: oggi, e per i prossimi 4 anni, il numero di Bitcoin prodotti ogni giorno sarà la metà di quelli di ieri.

Vediamola così. Da un lato:

  • Le Banche Centrali di praticamente tutti i Paesi della Terra stanno moltiplicando la stampa di cartamoneta come se non ci fosse un domani, lasciando però che la gente ne tragga solo benefici economici marginali.
  • A scopo illustrativo, qui sotto una visualizzazione relativa alla storia del dollaro americano. In soli 12 anni, dal 2008 al 2020, la base monetaria del dollaro è incrementata di 6 volte, e oggi tocca quota $5 trilioni.

Dall’altro lato:

  • Bitcoin dimezza la sua creazione di moneta, aiutando anche la gente a trarre vantaggio economico da tale diminuzione (nota: a mio parere, è assolutamente assennato investire somme dall’ 1% al, massimo, 5% dei propri risparmi in Bitcoin)
  • A scopo illustrativo, qui sotto una visualizzazione relativa alla storia del Bitcoin, dal 2009 fino al 2140. La base monetaria del Bitcoin aumenta a ritmi cadenzati, e il numero di Bitcoin prodotti si dimezza ogni 4 anni (“halving“). Nel grafico ho segnato l’ halving avvenuto proprio oggi 11 Maggio 2020.
  • In sostanza, i Bitcoin vengono prodotti in quantità sempre più infinitesimale: oggi ce ne sono in circolazione poco più di 18 Milioni; tra 120 anni (nel 2140) ne saranno in circolazione 21 Milioni. Ossia meno di 3 Milioni in più in un lasso di tempo di oltre un secolo.

Ossia, mentre Euro e Dollaro assomigliano sempre più ai Milioni / Miliardi di Marchi tedeschi della Repubblica di Weimar, stampati da un solo lato:

PapierMark della Repubblica di Weimar

Bitcoin assomiglia sempre più a questo:

San Giorgio uccide il drago: classica immagine della Sterlina d'oro

Tu, cosa preferisci?

Alla fine, il denaro non è altro che fiducia. La fiducia che tutti noi come comunità diamo a qualcosa: una grande illusione collettiva, utile, ma pur sempre illusione. E quando tale illusione viene continuamente sfruttata oltre ogni limite accettabile, ti chiedi se abbia ancora senso continuare a crederci.

La vera forza del Bitcoin

Ci tengo a ripeterlo. Il Bitcoin non è perfetto, specialmente nell’uso quotidiano. D’altronde, tu non adoperi certo una Sterlina d’oro nella vita di ogni giorno.

  • Bitcoin non ha risolto i suoi problemi di scalabilità. Ammette sulla sua rete solo una decina di transazioni al secondo: un nulla comparato alla decina di migliaia di transazioni al secondo di Visa/Mastercard.
  • Bitcoin non è affatto anonimo, checché ne dica la vulgata popolare. Sono ben altre le monete digitali anonime, come ad esempio Monero e Grin.
  • Bitcoin non è programmabile. A differenza di Ethereum, dal Bitcoin non puoi ad esempio creare “gettoni” rappresentativi di beni digitali quali azioni di Borsa, né predisporlo per dare ad esempio bonus come quello INPS agli aventi diritto in maniera automatica.

Però, per dirla alla Schopenhauer, Bitcoin è stato il primo a squarciare il “Velo di Maya” e vedere oltre l’illusione del denaro tradizionale. Ha aperto un mondo nuovo di tecnologia, e nel corso degli 11 anni dalla sua creazione ha fatto benissimo una cosa: accrescere di valore. Lo ha fatto sia grazie ai suoi fondamentali economici, sia grazie alla svalutazione delle monete tradizionali.

In poche parole, il Bitcoin è un grande “Vaffa”, come dicevano una volta i 5 Stelle: un vaffa a un sistema finanziario che ha sempre meno senso e un vaffa ai soloni che continuano a decantare teorie economiche di nessun aiuto alla gente comune.

Il Futuro

Tre anni fa, nel 2017, scrivevo sulla rivista Formiche questo articolo, ancora molto valido (tra l’altro, a questo mio articolo seguì subito dopo quello dell’ex Ministro Paolo Savona).

Lì accennavo che avremmo assistito alla digitalizzazione delle valute nazionali. La cosa sta accelerando, e quasi ogni Banca Centrale al mondo sta lavorando su questo. Alcuni esempi:

Ma non solo. Ci sono stati addirittura i prodromi di una moneta digitale globale con Libra: la moneta così come proposta inizialmente da Facebook, e i cui piani ha dovuto poi cambiare un mese fa. Ma ormai è evidente anche agli scettici più incalliti che le monete digitali avranno un ruolo sempre più dominante nel nostro futuro.

Monete digitali di uso comune, diverse in molti aspetti dal Bitcoin, ma da cui – come avviene in ogni gran cambiamento tecnologico e scientifico – hanno preso ispirazione. E ancora molto c’è da costruire e di strada da fare, tra discese ardite e risalite da percorrere con un grande salto.

Questi anni a Conio sono stati e sono eccitanti. Ho conosciuto e continuo a conoscere il meglio dell’Italia, di persone che fanno innovazione sul serio a testa bassa e non a chiacchiere: anche grazie a loro, con Conio stiamo riuscendo non solo a tenere il passo delle evoluzioni all’estero, ma addirittura a segnare la strada a livello mondiale.

Viviamo tempi unici: difficili, ma anche di profonda trasformazione. Il cambiamento di per sé non è un male, specialmente poi se sono i cittadini, e non i soliti attori, a trarne benefici. E spero di poter continuare ad aiutare l’Italia in questo: per una volta, possiamo condurre noi il cambiamento e non esserne travolti.

Condividi: